LA VESTALE
BALLO TRAGICO
DI
SALVATORE VIGANO
DA BAPPRESENTARSI
SULLE SCENE
DEL GRAN TEATRO DELLA COMUNE
nella primavera dcW anno 1820.
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in 2013
http://archive.org/details/lavestaleballotrOOunse
PERSONAGGI.
GIULIO SILANO
Sig F ali crini Girolamo. ( Consoli.
LICiiMO MUhKNA (
Sig. Nichli Carlo.
MET ELLO PIO , arci flamine .
Sig Bocci Giuseppe .
DECK) 3 figlio del Console Murena*
Sig Bianchi Giovanni .
CLAUDIO, amico di Decio *
Sig. Rigano Giulio •
Senatori .
Flamini .
Atleti .
Aubighi .
Saltatori .
Littori .
Soldati .
Popolo .
Schiavi .
EMILIA , vestale .
Sig. Pallerini Antonia «
Vestali.
Matrone .
Schiave .
La scena e in Roma
Le Scene sono tutte nuove > disegnate e dipinte
dalli signori
Professore Basoli Antonio , e Burcher Gaetano.
aa PERSONAGGI BALLERINI .
Inventore e Compositore del Ballo
Sig. VIGANO' SALVATORE.
frinii Ballerini Serj Assoluti
Signor Scotti Pietro Signora Pallerini Antonia
Primi Ballerini Serj
Signor Vigano Giulio Signora Bummel Vigano Marianna
Prima Ballerina per le Parti Erokhe
Signora iiocci Maria
Primi Ballerini per le parti Eroiche estratti a sorte
Signori Nichli Carlo Bocci Giuseppe Bianchi Giovanni
Primi Ballerini per le Parti giocose
Signora Vigano Celestina Signor Pallerini Girolamo
Primi Ballerini di mezzo carattere
Signori Toncini Domenico Massini Federico Chiocchi Odoardo
Scalabrini Francesco Calvi Luigia Nichli Maria Bellani
Margherita Romanelli Marianna De-Paolis Teresa Cat-
tenacci Luigia Budoni Maria Carboni Maria .
Altri Ballerini
Signori Benichi Giosuè Denzi Carlo Hebert Giacomo Gentili
Filippo Garetti Metilde Arcelasea Luigia Crescentini Irene
Ravina Lucia bavaglia Annunziata Rizzo Eugenio Fac-
chini Giuditta Gentili Giovanna Venturi Davide .
Fanciulli Ballerini
Signori Ghedini Federico Sangiovanni Carlo Depaolis Giovanni
Ghedini Adelaide Pallerini Celestina Lange Orsola San-
giovanni Girolama Malpezzi Anna .
Ballerini di Concerto
Signori Sedini Luigi • Signore Masa Maria
Boretti Giovanni Scotti Costanza
Pezzoli Pompeo Gandini Teresa
Beneggi Francesco Torelli Margherita
Torelli Gennaro ; Dall' Armi Manetta
Malpezzi Biagio Marzari Giovanna
Puntiroli Pietro Ballotti Carlotta
Orologieri Giuseppe Facchini Maria
Boschi Luigi Leclerch Catterina
franceschini Francesco Gagiotti Antonia
Araldi Luigi Boggi Chiara
Bravosi Paris Mori ni Giustina
Mauro Giovanni I Bona Angela
Sedini Luigi j Orologieri Isabella
Dujardin Paolo | Gandini Paola
Morini Giuseppe • ' Gandini Luigi? .
Oilan li Giovanni Formigli Giovanni Castrucci Giovanni
Mattioli Giuseppe Budoni Pietro.
C0& NUMbRQ ioo. FIGURARTI.
a3
ATTO PRIMO.
Circo .
R
.Scorrendo l'anniversario delle fes le cereali 9
sì celebra una tale solennità eolla lotta e colla cor-
sa delle bighe alla presenza de5 Consoli , de' Sena-
tori , delle Vestali e del popolo romano . Termina-
to questo spettacolo, i Flamini offrono sagrifizj di
ringraziamento agi5 Iddìi , e le Vestali fanno le usa-
le libagioni sovra le palme e le corone destinate
a' vincitori , innalzano fervide preghiere al cielo
perchò siano sempre conceduti alla Repubblica gio-
vani così prodi . Compiuto il sacro rito , si distri-
buiscono i premj .
Fra gli atleti vincitori si trova Decio Ci) , fi-
glio del console Murena . Mentr' egli viene premia-
to , la Vestale Emilia lascia trasparire la compia-
cenza dell'animo suo, effetto di nascente amore;
e Decio similmente coli' eloquenza degli sguardi le
fa conoscere che per lei sola gli è dolce quel pre-
mio .
I saltatori , a diverse maniere contraffatti , chiu-
dono la festa .
ATTO SECONDO.
A vp art cimento nella casa del console Murena .
!),
^ecio , pensoso e mesto , ritorna dal circo
alla casa paterna . La riportata corona non ha per
(i) S? la storia è qui notabilmente alterata , si spera cìie
l'indulgente spettatore vorrà di leggieri con portarlo , ed as»
divedo alla difficoltà di trovare un intreccio più lodevole,
*4
lui nessuna attrattiva ; egli non ha presente all' ani-
mo se non l5 immagine d' Emilia ; tutti i suoi voti
sono ad essa rivolti : ma bene egli vede 1* impossi-
bili là d' appagarli , e già s' abbandona al più pro-
fondo dolore .
Sopravviene il padre suo , accompagnato da
varj Pairizj , e seguito da' suoi schiavi, per dar li-
bero sfogo alla sua gioja ; ma vedendo il figlio co-
sì costernato , non sa che mai si debba pensare •
Decio però , alla vista del genitore , procura di ri-
comporsi , e gli fa supporre che le fatiche sostenu-
te nella lotta sieno la cagione del suo abbattimen-
to . Egli sei crede , e fa domesticamente solenniz-
zare la vittoria del figlio con uno splendido ban-
chetto , con suoni e con danze ; dopo di che tutti
si ritirano , ad eccezione di Claudio eh' è trattenu-
to da Decio .
L' inconsolabile Decio confida all' amico il se-
greto del suo cuore , e protesta di volersi uccidere,
giacché non gli rimane speranza alcuna di possede-
re P oggetto delle sue fiamme . Ma Claudio , fatto
incautamente pietoso , lo distoglie da sì terribile
proponimento , palesandogli eh' egli conosce una via
sotterranea che mette al tempio di Vesta , e pro-
mettendogli di condurlo per essa nella prossima
notte a rivedere la bella Emilia . Allora il tenero
amante riprende spiriti e fiducia , abbraccia ripe-
tutamente P amico , e pieno d' impazienza seco lui
se ne parte «
25
ATTO TERZO
Tempio di Festa .
Innanzi al simulacro della Dea arde il sacro
fuoco •
Notte.
JLjmilia , per sua sciagura , veglia hi questa
notte alla custodia del sacro fuoco . La solitudine
ed il silenzio la invitano a meditare sopra il suo
stato . Ella sente che ama , e ben comprende che
la sua condizione di Sacerdotessa le vieta un amo-
re profano \ ond' è che atterrita si prostra innanzi
itila Dea , e invoca il suo favore . Già pare che una
dolce calma acqueti il suo cuore; ma l'amoroso
travaglio a poco a poco si ridesta , e tanto si av-
viva , eh' ella vaneggiando parla a Decio , come se
questi fosse a lei presente , e gli manifesta la ter-
ribile pugna de' suoi affetti co' suoi dovari .
Frattanto s'inoltra Decio stesso, accompagnato
da Claudio , che subito retrocede per vegliare all'
ingresso del tempio. All'improvviso apparir dell'
amante , la misera Emilia si sbigottisce , e fa per
involarsi . Ma Decio 1' arresta , impiega tutte le per-
suasioni che gli suggerisce 1' amor suo , per ricon-
fortarla , e le propone di fuggire con esse . Emilia ,
compresa da terrore a proposizione sì fatta , corre>
a' piedi del simulacro e 1' abbraccia , onde scampa-
re da tanto pericolo . Decio crede allora di non es-
sere riamato , e s' allontana da lei co' segni dell'
estrema disperazione . L' infelice Vestale , a quell'
atto, cade svenuta a pie dell' ara . Decio, commos-
so , ritorna indietro, la soccorre, e con giuramen-
to si obbliga <X1 obbedire a qualunque suo cenno .
26
Ma la saera fiamma intanto si è spenta . Tn e»s-
primibìle è la costernazione dei due amanti . Ir*
questo mezzo ode Emilia la voce , per lei scono-
sciuta , di Claudio , il qual viene ad avvertir P ami-
co che è tempo di partirsene , e poi quella d alcu-
ne Vestali che s' avanzano alla volta del tempio ,
sì eh' ella vergognando di sé e spaventata ricade sul
terreno. Deeio e Claudio rimangono smarriti in
quella oscurità .
Entrano allora le Vestali colle loro lucerne .
Ma quale è lo stupore di esse in veggendo eli' è
spento il sacro fuoco , che Emilia è prosi e su sul
suolo , e che due uomini si nascondono nell' augu-
sto ricinto !
Decio vorrebbe metter riparo a sì funesto con-
trattempo , scongiurando le sacre Vergini a non pa-
lesar nulla di quanto esse hanno veduto: ma Clau-
dio, che teme per sé e per 1' amico , a forza lo
strascina fuori del tempio .
Non prima sono questi fuggiti , che , chiama-
ti dal remore , accorrono i Sacerdoti coli' A rei fla-
mine . Le più giovani fra le Vestali , con quella
innocenza eh5 è propria deli* età loro , rivelano su-v
bito ogni cosa. L' Arciflamine arde di furore , con-
segna la rea a' suoi ministri , e , annunziandole la
morte , la toglie alle sue compagne , le quali da
lungi la seguono con amare lagrime .
27
ATTO QUARTO
Bosco sacro
diligilo al collegio de' Flamini ed al tempio .
D<
'ecio e Claudio entrano cela tamente nel sa-
cro bosco , onde spiare della sorte d5 Emilia . Claudio
s' avvicina ai collegio de5 Flamini , e subitamente
ritorna all' amico avvisandolo che i Sacerdoti s' a-
vanzano per giudicare la infelice, e che bisogna
ritirarsi . Decio impallidisce , ma risoluto essendo
di liberare 1' amante sua o di morire insieme con
esba , s' invola con Claudio a fine di preparare tut-
to quanto è necessario al compimento de' suoi dise-
gni .
Di mano in mano arrivano i Flamini e le Ve-
stali , e quindi i Consoli , a' quali PArciilamine es-
pone il motivo che qui li raduna . x4llora compa-
risce Emilia in mezzo a' littori . Ella viene esami-
nata e dichiarata colpevole ; ma invano si tenta di
farle palesare il complice del suo delitto: se non che
Decio stesso , vinto dalla disperazione, corre aJ pie-
di del console suo padre , confessa P error suo , e
lo scongiura a distruggere la barbara legge che con-
danna la misera Vestale . Le sue parole agitano tut-
ti i cuori , ed eccitano universale bisbiglio . Ma
PArciflamine , non mettendo tempo in mezzo , pro-
nuncia la fatale sentenza , strappa d' indosso alla
delinquente le insegne sacerdotali , la copre d' un
negro velo , e la rispinge da sé qual vittima ese-
cranda . Poi , fatto intendere al console Murena ,
che il figlio di lui ben conosce l'inviolabilità del
rito , e che si ripromette dalla sua prudenza eh' e-
gli saprà rispettarlo, segue la Vestale insieme col
a8
sacro collegio. Gli altri si ritirano da lati opposti:
ma nel Console si riconosce T estrema afflizione
die u}i reca il delitto del figlio : e gli atti di Uc-
cio fanno presagite tutii gli eccessi d un uomo die
non ha più nuììa da sperare né da perdere su que-
sta terra .
ATTO QUINTO
Campo scellerato .
ijrla per tutta Roma si è sparsa la notizia
della sentenza pronunziata contro la Vestale; sic-
ché da ogni parte il popolo afflitto accorre a que-
sta volta per vederne 1' esecuzione .
D' indi a poco s' avanza il convoglio funebre ,
composto de' Ministri del rito, dell' Arciflamine,
del console Silano , delle Vestali e de' soldati ; fi-
nalmente viene la rea , circondata da' Littori .
L5 Arciflamine innalza allora una preghiera agi'
Iddii , per impetrare la loro tutela sopra l'Impero,
esposto a' più gravi infortuni dalla colpa dell' im-
pura Vestale , Poscia egli medesimo conduce la vit-
tima infino al limitare della tomba ov' ella debb'
essere innanzi morte sepolta , e là rassegnatala all'e-
secutore della giustizia , le volge imamente le spal-
le , e si ritira iu disparte -
La infelice , compianta da tutti , viene calata
nell' eterno suo carcere , che è subito chiuso cou
grave marmo ,
In questo punto irrompe in mezzo all' attonita
moltitudine il forsennato Decio , seguito da uno
stuolo d'armati , e risoluto di salvare, a costo del-
la propria vita , i giorni d'Emilia . Egli cerca da
piima d' intenerire il cuore dell' Arciflamine; e
23
Tion YÌ riuscendo , s' avventa contro dì lui per uc-
ciderlo : ma il suo colpo cade a vuoto, ed egli
stesso è mortalmente ferito dalle guardie.
Giunge in questo measo il console Murena ,
credendo d? essere ancora in tempo a frenare 1 au-
dacia del Gglio; ma visto da lungi il miserabile
caso , si sofferma inorridito .
Decio, fra i tormenti dell'agonia, si strasci-
na sulla tomba d' Emilia , e quivi spira ripetendo
ancora 1' ama io nome , ed empiendo tutti gli astan-
ti di dolore e di raccapriccio .
3»
ATTO SECONDO.
SCENA PRIMA.
Ir cario } e Sibari .
v;
Ire. V ieni , Sibari .
Sib. E dove?
Ire. A Tamiri .
Sib. Perchè ?
Ire. Voglio che a lei
Discolpi il mio rifiuto .
Sib. E come ?
Ire, A lei
Scoprendo il ver : tu le dirai eli' io V amo ,
Che per non ber la morte
La ricusai .
Sib. Senti: (al riparo) il tuo parlar scompone
Un mio pensier , che può giovarti .
Ire. E quale ?
Sib. Al tuo cenno
Su T Eufrate non hai
Navi , seguaci , ed armi ?
Ire. E ben che giova ?
Sib. Ai reali giardini il fiume istesso
Bagna le mura , e si racchiude in quel,
Di Tamiri il soggiorno, ove tu voglia
Col soccorso de' miei
L'impresa assicurar, per tal sentiero
Rapir la sposa , e a te recarla io spero .
Ire Dubbia è 1' impresa .
Sib. Anzi sicura .
Ire, Parmi che a poco a poco
3s ATTO
Mi piaccia il tao pensier , ma non vorrei . •
Sib. Io coi miei lidi
Dell5 Eufrate alle sponde
6oi lecito sarò : ivi ti rendi .
Ire. A momenti verrò, vanne, m'attendi, (1)
SGENA SECONDA.
Tami ri 3 e Mirteo .
Tarn lYJLirteo , non lusingarti : io ben conosco
Tutti i meriti tuoi : quanto io ti deggio
In faccia al mondo intero
Sempre confesserò; saprò serbarti
Pei fin eh' io viva , un' amistà verace :
Ma bei talee mi piace
Sol per lui di catene ho cinto il core .
Mir. Ma la ragion?
Tarn. Ma la ragione è amore .
JD' un genio che m'accende
Tu vuoi ragion da me ?
Non ha ragione amore ,
O se ragione intende
Subito , amor non è .
Un amoroso foco
Non può spiegarsi mai:
Dì , che lo sente poco ,
Chi ne ragiona assai ,
Chi ti sa dir perchè . (2)
Mir* Ah che l'amor purtroppo
M accieca in tal momento ,
Ne conosco ragion che mi sottragga
(j) Parte. (2) Parte .
SECONDO . 33
All'imperiosa forza che m'accende,
E clie la palma a questo cor contende . (i)
SCENA TERZA.
Campagna su le rive dell' Eufrate, con navi.
Mura de' Giardini Reali , da liti lato con cancelli
aperti Sciti armali , parte sulle navi , e parte su
la riva del fiume.
Sibaìi ì con Coro dì seguaci > poi Ir cario .
silenzio fra V orror
Guida a noi P ardir si fé:
IVel soggiorno dell amor
Inoltriamo cheti il pie ,
Già la beltà
In placido sopor
Posando sta
Si rapirà
Si fuggirà
D' Ircano allora il cor
Esulterà
De' suoi rivali allor
Trionferà .
Ire. Tutto amici , n'arride
L'ombre, il silenzio , questa
Remota parte della Reggia appresta ,
A noi certo trionfo : ah sì che ognora
Più bella a sguardi miei , più il cor l'adora
Lievi o zefiiri dJ intorno.
Aleggiate al caro bene ,
Sorridete a lei serene
Liete immagini d'amor.
(1) Parte . 3
34 ATTO
Sarai mia fra pochi istanti
O delizia del mio cor .
JVe/ ritirarsi incontrano le Guardie Assire > che
tosto gì* investono > ed incominciano una zuf-
fa che viene dispersa Ir cario > e Mirteo ven-
gono combattendo > il primo cade y e V altro
lo disarma .
Mir. Cedi il ferro , o t/ uccido .
Ire. A me V acciaro
Non toglierai , se non rimango estinto.
Mir. No , no , vivrai , ma disarmato , e vinto . (1)
Ire. Crudel destino !
Mir. Assiri
Al Re lo Scita altera
Prigionier conducete .
Ire. Io prigioniero !
Mir. Sì , fremi traditor .
Ire. Di mie sventure
Sarà prezzo il tuo sangue .
Mir. Eh di minaccie
Tempo non è : grazia , e pietade implora .
Ire. Grazie , e pietà ! farò tremarti ancora •
No , non son vinto ancora ,
Non sei di me più forte ,
Benché 1 avversa sorte
Tradisce il mio valor.
{In braccio a mille smanie (2)
Sento che l'alma freme,
Tutte le sento insieme
Tutte d' intorno al cor . )
Mir. Sei prigioniero .
Ire. E vero .
Mir. Tra ceppi al Re si guidi
(1) Lo disarma. (2) Da $e .
SECONDO. 36
Ire. Vedrai per Babilonia ,
Scorrere a rivi il sangue ,
]V3a te superbo esangue ,
A' piedi miei vedrò. (^1)
Coro .
Cedi Signor già vedi
Che il minacciare è vano
L' ardire troppo è insano ,
Salvarti ornai non può .
SCENA QUARTA,
Mirteo y poi Sibari .
Mir. \Juanto ti deggio amico .
Sib. ÌJ opre dovute
Alcun merlo non hanno .
Mir. Che fido cor ! ^
Sib. ( Che fortunato inganno . )
Miri Ecco un rivai di meno ,
Per te mi trovo .
Sib. Il tuo maggior nemico 9
Non t* è noto però .
Sci talee è quello ,
Che col nome d* Idreno
Ti rapì la germana .
Mir. Oh Dei , che dici !
D' onde Sibari il sai ?
Sib. Noto in Egitto
Egli mi fu .
Mir Potresti errar .
Sii*. Non dubitarne è desso.
3
(1) Parte fra le guardie.
36 ATTO
Mir. Ab la pugna s'affretti ,
Si voli a Nino , il tradì tor s' uccida .
Ardo di sdegno .
Non soffre 1 ira mia freno, e ritegno.
No , più soffrir non voglio
Quel temerario orgoglio ,
CoJle sue furie orrende
Troppo il mio sdegno accende %
Troppo mi desta orror .
D?una germana il sangue
Or chiede a me vendetta ,
Il tradì tor esangue
Ir ombra sdegnosa aspetta
Che le trafisse il cor . (i)
SGENA QUINTA.
Gabinetti Reali .
Semiramide ^ poi Ircano .
No.
Sem. J-lol voglio udir. Da questa Reggia Ircano
Parta a momenti . Egli perde nel vile
Tradimento intrapreso
Ogni ragione all' Imeneo conteso •
Ire. Io partir ? chi 1' impone ? (a)
Sem Nino lo vuol , ti basti .
Ire. Ma qui non \enni ,
Per obbedire a Nino , invan contrasti
Se rimaner mi giova
D' un Ircano al voler con cenni alteri :
.Voglio veder Sci talee . . .
(i) Partono. (2) Di dentro*
SECONDO. 3y
Sem. Invan lo speri .
Parti de' cenni miei
Ragione a te non rendo :
Vanne , così pretendo ,
E ti farò tremar .
Ire. Tremi al tiranno impero
L'Assiro al giogo avvezzo ,
Il tuo furor disprezzo ,
E' vano il minacciar .
Sem. 11 provocar mio sdegno ,
Quanto è fatai rammenta !
Ire. Feroce a questo segno
Nino 1' orgoglio ostenta ?
Tu sai chi son , tu sai
[ Che contrastarmi è vano 5
\ Se più resisti avrai
Forse a pentirti ali or .
Deh non sia de' giorni miei
Questo giorno il più funesto!
Qtial cimento eterni Dei
Di sospetto, e di dolor •
Ire. Venga Sci talee .
Sem. Ah taci
Ire. Ragion mi renda.
Sem; ( Oh pena ! )
Frenar mi posso appena ,
Ho mille furie in cor .
Fra V orrido mistero ,
Qual nube il ver nasconde ?
Tal smania , un duol più fiero
Non ho provato ancor . (1)
\
(1) Ircano parie ■
38 ATTO
SCENA SESTA.
Mirteo 3 e Semiramide »
Mir. KJve s? asconde ?
Che fa Sci talee ?
Sem. La Principessa offesa
Tace , e solo Mirteo pugnar desia ?
Mir. Tu pensi
A difender Scitalce ; egli t' è caro ,
Questa è la cura tua , tutto mJ è noto .
Sem. Che favellar ?
Mir. Risolvi.
Sem. T' appagherò : m' attendi
Nelle vicine stanze , e ti raffrena .
Mir. Indarno il chiedi . (1)
Sem. Che vuol dir quel sdegno ?
SCENA SETTIMA.
Scitalce y e detta .
Scit. Jlj fin a quando
Deggio un vile apparir? m'uccidi, o rendi
Al braccio , al pie la libertade , e P armi .
Sem. Ah siamo entrambi
In gran periglio . Io temo ,
Che Mirteo ci conosca .
Sollecito riparo
Chiede la sorte mia , pensaci , o caro ♦
Scit. Rendimi il brando ,
Lasciami dunque in libertà .
(») Parte .
SECONDO. 3g
Sem. Un periglioso scampo
Questo saria . Ve n' è un miglior.
Odimi sol . . .
Scit. Parla .
Sem. E che vuoi eh' io dica
Se m'ascolti così? Finch' io ragiono,
Placa quell' ira , o caro ,
Modera quel dispetto
Prometti di tacer .
Seti. Parla , il prometto .
Sem. Or senti .
Se la tua man mi porgi • . .
Scit. Che la mia man ? . . .
Sem. Rammenta
Che dei tacer .
Scìt. (Oh tolleranza!)
Sem. Se la tua man mi porgi
Tutto in pace sarà .
Oh viver fortunato
Oh dolce uscir di vita ,
Con V idol mio, col mio Scitalce unita?
Scit. ( Se men la conoscessi
Al certo io crederei . )
Sem. Perchè non parli ?
Scit. Promisi di tacer .
òem. Tacesti assai .
Così rispondi ? e qual favella è questa ?
Scit. Vuoi dunque che risponda? odimi: esposta
Degli uomini allo sdegno
Ali ira degli Dei ,
Prima d'esserti sposo esser vorrei ...
Sem Taci , ingiurie novelle udir non voglio 9
Custodi , olà rendete
il brando al prigionier , libero sei, fi)
(1) VpngoìiQ le guardie , una rende t elmo >
4o A T T O
Va pur , dove ti guida
Il tuo cieco furore , vanne , ma pensa ,
Gli' oggi ridotta alla sventura estrema
Vendicarmi saprò , pensaci , e trema . (i)
SGENA OTTAVA.
Scitalce ; poi Mirteo, e Coro di seguaci .
Scit JL/ove son ? che ascoltai ! tanta fermezza
Può mostrar chi tradisce ? ... oh Dei ! se mai
Ingannato mi fossi ?
Se mi fosse fede! ? se tanti oltraggi
Soffrisse a torto? eli che sou folle! e dunque
Maggior fede io dovrei
A suoi detti prestar che agli occhi miei ?
Si detesti si fugga eterno ohblio
Copra un' indegno amor : ah lo poss' io?
Sospirar ancor ti sento
Per 1' ingrata p debil cor ,
Gemi ancora in tal momento
Ripensando al primo amor .
Ah rammenta il tradimento
Spegni in seno il vile ardor ,
E mai più . . . (2) Ma per la Reggia
Qual di trombe squillo eccheggia !
E 1 istante del cimento
Si risvegli il mio valor . (3)
Coro» Vieni che tardi ornai
Vieni non più che fai
Il Re, Tamiri , ii Popolo
T'attendono a pugnar <
la spada a S ci talee , f aura gli toglie le catene
(1) Parte. (2) Ttcuibc da varj lati»
(3) Esce Mirteo con Seguaci .
SECONDO, 4!
Scit. Si verrà , paventa audace
A punirti io volo in campo ,
Là superbo al vivo lampo ,
Tremerai di questo acciar .
Incerto palpito
Il cor ni' assale ,
Smania più barbara
Contrasto eguale ,
Chi mai nell' anima
Chi mai provò .
Se resto insidiami
Quel volto altero ,
Se parto nr agita ,
Un duci più fiero
Parlar risolvere ,
Oli Dio non so .
Coro. Agitato, ha il cor nel petto,
Dall'affanno e dall' onor . (1)
SCENA NONA.
Anfiteatro con cancelli chiusi dai lati , e Trono
eia una parte : dopo maestosa Marcia dei Grandi , e
ideile Guardie : Popolo spettatore.
Sibari s Ir cario 9 e poi Semiramide
che va in Trono .
Ire. J\ forza io passerò ,' to' del cimento (a)
Trovarmi a parte anch' io .
Sem. Così partisti i
(1) Partono tutti .
(2) Le guardie tentano invano di contendere
V ingresso ad Jrcano •
42 ATTO
QmJ mai ragion sopra mia man pretendi >
Che ricusasti f
Xrc. lo ricusai la morte ,
Avvelenato il nappo
Sibari avea , fu suo consiglio ancora ,
La tentata rapina . Egli è 1' autore ,
D ogni mio fallo .
Sem. Non più : per ora
Non voglio esaminar qua] sìa V indegno .
Olà, si dia della battaglia il segno, («)
SCENA ULTIMA.
Mìrteo , Scital ce , e detti > e poi
Tamiri .
Àu
Tarn, xxli fermati Mirteo. (2) Sai eli' io non voglio
Più vendetta da te .
JUir. Vendico i miei ,
Non i tuoi torti . È un traditor costui ,
Mentisce il nome, egli s'appella Idreno *
Egli la mia germana
Dall' Egitto rapì .
Sibari lo conobbe , egli V afferma <
Sib ( Ahimè ! )
Scit. Tu mi tradisci ,
Perfido amico ,
In questo foglio , vedi
S'ella fu, s'io son reo.
Sibari lo vergò , leggi Mirtea . (3)
(i Fa sul trono col suo corteccio . Suonano
le trombe .
(2) Mentre stanno per cimentarsi *
Qi) Gli consegna il papiro.
~\
SECONDO. 43
Sib. (/Wraoip . )
Sem. ( Che foglia- è quello ? )
Mir. Amico 1 dreno
Ad altro amante in seno 9
Semiramide tua porti tu stesso j
1/ insidia è al Nilo appresso . Ella che brama
Solo esporti al periglio
Di doverla rapir _, ti finge amore ,
Fugge con te , ma col disegno infoi me >
Di privarti di vita ,
E poi trovarsi unita
yl quello , a cui l3 astringe il genio antico «
Fieni y ha di te pietà Sibari amico .
Sem. Stelle , che inganno orrendo l
Mir. Ah Nino , e questi
Un traditor : dal labbro suo si tragga
A forza il ver .
Sem. ( Se qui a parlar 1' astringo
Al popolo mi scopre . ) In chiuso loco
Costui si porli
Sib. A che portarmi altrove ?
Qui parlerò .
Mir. Resti .
Ire Si senta ,
Sib. Udite .
Sem. ( Oh Dio . )
Sib. Semiramide amai . Lo tacqui : intesi
L? amor suo con Sci talee . A lei concessi
Aggio a fuggir : quauio quel foglio afferma
Finsi per farla mia .
Scit. Ah perfido ! ( che feci I )
Sib. Udite : ancora
Molto mi resta a dir .
Sem. Sibari , basta .
Ire. No . Pria si chiami autor©
44 ATTO
De' falli apposti a ine .
Sib. Tutti son miei .
Sem. Basta , non più .
Sib. No , iion mi basta .
Sem, ( Oh Dei ! )
Sib. Giacché perduto io sono ,
Altri lieto non sia . Popoli , a voi
Scopro un'inganno, aprite i lumi: ingombra
Una femmina imbelle il vostro impero .
Sem. Taci . ( è tempo d' ardir . ) Popoli , è vero (1)
Semiramide io sono ; del figlio in vece
Regnai finor , ma per giovarvi intenta .
Assiria istessa il dica
Dica per me , se mi provò fin ora
Sotto spoglia fallace ,
Ardita in guerra , e moderata in pace }
Se sdegnate ubbidirmi , ecco depongo
Il serto mio . (2)
Se ai tanti sguardi
Dell' attonita terra ,
Il miglior de' Regnanti ancor non sono ,
Ripigliatevi Assiri il vostro trono .
Se non nacqui al miglior sesso
L? Asia ho vinta , e Assiria doma :
Agli allor della mia chioma ,
Deve il trono il suo splendor .
Coro .
Qual sorpresa ! un cuor più fiero
Mai non ebbe un.uora più forte.
Non paventa dslla sorte ,
Non vacilla il suo valor .
(1) S' alza in piedi sul trono .
(a) Depone la corona sul trono .
SECONDO. <5
Sem. Idolo mio , s' egli è pur vero , (1)
Clie son degna di tua fede ,
Non mi curo d'altro impero,
Purché regni nel tuo cor *
Mir. Mia germana . . .
Sem. Ah mio Mirteo !
Scit. Deli perdona . . .
Sem. Ah non sei reo !
Deli venite a questo seno (2)
Di mie cure o dolci oggetti :
Ab ! frenar cotanti affetti
Più possibile non è . B
Ire Lasciatemi svenar Sibari , e poi
Al Caucaso natio torno contento.
Sem. D' ogni esempio maggiori ,
Principe , i casi miei , vedi che sono,
Sia maggior d'ogni esempio anche il perdono .
Coro .
Viva lieta e sia Regina
Chi finor fu nostro Re ,
Sem. Soa\i eccenti
Nuovi contefàti
Accendan V anima
Di puro ardor .
Torni col giubilo
La pace al cor»
Scit. Oh Dio? Tauri! ri
Coli5 idol mio sdegnato ,
Io ti promisi amor *
( 1 ) A Scitalce .
(2^ A Mirteo , e Scitalce .
46 ATTO
Tarn. Tolgano i Numi
Ch' io turbi un si bel nodo ! in questa mano
Ecco il premio , Mirteo , da te bramato .
Scit. Anima generosa .
Mir. Oh me beato!
Sem» Chi mai provò d! questi
Più lieti , e dolci istanti,
Più fortunali amanti
Che vidi mai finor ?
a 4»
Chi mai provò ec.
Coro .
Donna illustre , il ciel destina
A te regni , imperi a te .
yiva lieta , e sia Regina ,
Chi finor fu nostro Re .
Tutti .
Lieti concenti
S? odano intorno ,
]Ne mai più turbino
Tormenti il cor .
Giubbili P anima
Di vivo ardor .
FINE